I diversi approcci in psicoterapia
- Psicoterapeute Milano
- 20 mar
- Tempo di lettura: 4 min
In psicoterapia esistono diversi approcci, che fanno capo ad orientamenti teorici diversi e quindi a modi differenti di concettualizzare il funzionamento psicologico fisiologico e patologico. Nel corso degli anni sono nati tanti orientamenti teorici, e può essere utile fare chiarezza rispetto alle loro principali differenze. E’ importante sottolineare che uno psicologo che si voglia specializzare in psicoterapia sceglie di formarsi in un approccio piuttosto che in un altro secondo il suo sentire e il suo modo di vedere il funzionamento umano e di intendere la sofferenza psicologica. Ci sono approcci più indicati per alcune forme di sofferenza, e approcci dove la relazione terapeutica viene messa al centro del percorso. Ecco una breve sintesi delle principali correnti teoriche in psicoterapia:
Psicoterapie Psicoanalitiche
Le psicoterapie psicoanalitiche sono diverse e trovano la loro origine nell’ approccio psicoanalitico fondato da Freud, che esplora l'inconscio e i conflitti psichici profondi. Le forme più ortodosse di terapia psicoanalitica prevedono diverse sedute settimanali e una durata di terapia piuttosto lunga, mentre nei decenni recenti si sono sviluppate terapie analitiche moderne. Esse mantengono i principi cardine della psicoanalisi, ma sono più flessibili e orientate alla relazione terapeutica, con una maggiore enfasi sul presente, sull'adattamento al paziente e sull'integrazione con altre tecniche.
Psicoanalisi e Psicoterapia della Relazione
L’approccio dinamico relazionale della psicoanalisi e la psicoterapia della relazione si fondano sull’integrazione tra teoria psicoanalitica classica e relazioni oggettuali, con particolare attenzione alla dimensione interpersonale e affettiva. La sofferenza psicologica viene concepita come il risultato di dinamiche relazionali problematiche e conflittuali, e il cambiamento si realizza all’interno della relazione terapeutica stessa.
Il terapeuta non è un osservatore neutrale ma partecipa attivamente, promuovendo una co-costruzione di significati condivisi. In questo contesto, si esplorano gli schemi relazionali impliciti e le modalità di funzionamento che emergono nel qui e ora. L’obiettivo è aiutare il paziente a riconoscere e trasformare modalità relazionali disfunzionali, promuovendo l’emergere di nuovi schemi più adattivi.
Approcci Cognitivi
Gli approcci cognitivi in psicoterapia sono diversi e nascono dal presupposto teorico che i nostri pensieri e le nostre emozioni abbiano un ruolo centrale nel condizionare la sofferenza psicologica. Le prime forme di terapia cognitive nascono verso la metà del secolo scorso e si susseguono poi espandendosi e integrando contributi di autori di culture diverse che hanno di volte in volta enfatizzato il ruolo dei processi cognitivi, della disregolazione emotiva o dell’adattamento all’ambiente. Vediamone due tra i principali:
Cognitivo-Comportamentale (CBT)
Questa corrente teorica nasce negli anni ‘60 del secolo scorso, è una delle forme di psicoterapia più diffuse e scientificamente supportate e, come suggerisce il titolo, si concentra sul cambiamento dei pensieri disfunzionali e dei comportamenti negativi. È particolarmente efficace per il trattamento dei disturbi d’ansia, dell’umore, dei disturbi ossessivo-compulsivi. Gli psicterapeuti di questo orientamento fanno spesso uso di protocolli e tecniche validate per affrontare la sofferenza portata dal paziente. Alcune tra le tecniche principali sono la ristrutturazione cognitiva, l’esposizione graduale e il rinforzo positivo. Si tratta di un approccio utile per chi cerca praticità e orientamento agli obiettivi.
Cognitivo-Costruttivista
Questo approccio si basa sull'idea che noi costruiamo la realtà attraverso i nostri pensieri, credenze e interpretazioni, indossando quindi delle lenti da cui guardiamo il mondo. Il malessere psicologico deriva quindi dalla difficoltà nell’integrare ciò che ci accade nel nostro modo abituale di vedere il mondo e noi stessi. In questo approccio la relazione terapeutica assume un ruolo centrale e il lavoro che si fa in psicoterapia ha l’obiettivo di esplorare il significato che le esperienze di vita hanno avuto e hanno per la persona, aumentare la consapevolezza rispetto al proprio funzionamento e alle proprie emozioni, rendendo il paziente autonomo nell’attuare cambiamenti.
Terapia Umanistica (Gestalt, Terapia Centrata sul Cliente)
Gli approcci umanistici, come la Gestalt e la terapia centrata sul cliente di Carl Rogers, pongono l'accento sull'esperienza soggettiva, sul potenziale umano e sulla crescita personale. L'obiettivo è promuovere l'autoconsapevolezza, l'autocomprensione e l'autoefficacia della persona. Il terapeuta facilita il processo di auto-realizzazione così che la persona possa vivere una vita più piena e soddisfacente. Elementi cardine di questo approccio sono l’ascolto attivo, l’empatia del terapeuta, il focus sulla libertà individuale e sul potenziale da esprimere nel futuro.
Terapia Sistemica e Familiare
Questo approccio si concentra sulle dinamiche familiari e relazionali, riconoscendo che i problemi psicologici di un individuo spesso riflettono o sono influenzati dalle dinamiche familiari o di coppia. In questo approccio si lavora molto sul ristrutturare le dinamiche familiari, si lavora sul conflitto e sul miglioramento della comunicazione. Il terapeuta sistemico-familiare lavora spesso con l’intero nucleo familiare, e per questo motivo si tratta di un approccio utile per trattare problemi relazionali, conflitti familiari o difficoltà di coppia.
Come scegliere l'approccio giusto?
Ognuno di questi approcci è valido, la scelta dipende dalle preferenze personali e dalla natura del malessere psicologico. Al di là dell’approccio però, l’elemento fondamentale affinchè una psicoterapia sia fruttuosa e utile è la qualità della relazione che si crea tra terapeuta e paziente, il clima di fiducia che si costruisce e la sensazione di essere ascoltati, validati e compresi. Senza questi elementi, l’azione specifica delle tecniche psicoterapeutiche sarà poco efficace. In una fase di consultazione iniziale può essere comunque molto utile confrontarsi con un terapeuta che sappia guidare il paziente nella scelta dell'approccio più adatto alle sue esigenze.
Comments